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Babbo Natale non ha più soldi

Le oltre cinquantamila lettere che ogni anno i bambini di tutto il mondo sono abituati a scrivergli rischiano di non avere risposta.
Babbo Natale infatti è rimasto al verde o meglio, chi è a bocca asciutta è l’ufficio postale di Nuuk, a circa 240 km a sud del Circolo polare artico e capitale della Groenlandia , da molti indicata come la patria di Santa Clauus. Il governo danese infatti sembra restio a finanziare lo straordinario lavoro a cui è sottoposto il piccolo ufficio, così quest’anno l’enorme quantità di corrispondenza rischia di non venire neppure aperta. Chi si era fatto carico di questo compito era inizialmente un’azienda locale che si avvaleva dell’aiuto soprattutto di volontari.
”Quando un bambino scriveva a Santa Clauss- ricorda Anders Laesoe “segretario” di Babbo Natale- riceveva una risposta, di questo se ne occupavano dei volontari, e ciò è avvenuto fin quando il lavoro è passato in mano ad un’agenzia finanziata dal governo locale. Purtroppo ora quei soldi sono destinati altrove e noi, da soli, non sappiamo come cavarcela. Le difficoltà sono iniziate già lo scorso anno, ma in un modo o nell’altro siamo riusciti a venirne fuori, speriamo che ora il miracolo avvenga di nuovo”.

A questo punto quello che preoccupa i 14500 abitanti di Nuuk è la “concorrenza” di altre città che reclamano la residenza di Babbo Natale, come la finlandese Rovaniemi, città di 35mila abitanti situata 10 chilometri a nord del circolo polare artico. Qui ha sede e funziona il Santa Claus Greeting Center, un ufficio postale che risponde alle lettere inviate da tutto il globo e che è addirittura in grado di personalizzare il messaggio e tradurlo in nove lingue, tra cui cinese e giapponese. Si tratta di un servizio a pagamento, ma nonostante i sette euro di spesa, la richiesta del servizio è in aumento.

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